Nella campagna della Lomellina, tra risaie e cascine, sorge una realtà che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento per chi vuole uscire dal tunnel delle dipendenze. È la Comunità Terapeutica di Cozzo, gestita da Dianova, un’organizzazione attiva in Italia dal 1984 e impegnata nella prevenzione e nel trattamento delle dipendenze patologiche.
Fondata in una ex cascina agricola, la struttura di Cozzo si estende su quasi 4.000 metri quadrati e accoglie ogni anno decine di persone provenienti da tutta Italia. Qui, uomini e donne maggiorenni con problemi di dipendenza da sostanze – droghe, alcol, ma anche nuove forme di dipendenza – trovano un percorso di recupero costruito su misura, in un ambiente protetto e lontano dalle pressioni della vita quotidiana.
“Il nostro obiettivo non è solo la disintossicazione, ma il recupero della persona nella sua interezza”, spiega la responsabile della struttura. “Lavoriamo su più livelli: sanitario, psicologico, sociale e formativo. Ogni ospite viene accompagnato da un’équipe multidisciplinare che costruisce insieme a lui un progetto individuale di rinascita”.
Il cuore dell’attività è il percorso terapeutico-educativo, che alterna colloqui individuali e di gruppo, attività occupazionali, laboratori formativi e momenti di socializzazione. Gli ospiti partecipano a corsi di informatica, attività sportive, lavori agricoli negli orti e nella serra, e possono intraprendere tirocini presso aziende del territorio. “La quotidianità qui è scandita da regole semplici ma chiare, che aiutano a recuperare il senso di responsabilità e autonomia”, racconta uno degli operatori.
La comunità di Cozzo si distingue anche per l’attenzione alle polidipendenze e ai casi più complessi, come quelli che coinvolgono persone con patologie correlate (HIV, HCV) o che arrivano su invio dei servizi sociali e dei tribunali, in alternativa al carcere. “Abbiamo una rete di collaborazioni con ospedali, consultori e centri psico-sociali che ci permette di offrire risposte integrate e personalizzate”, sottolinea la direzione.
L’accesso alla struttura è volontario e preceduto da una fase di ascolto e orientamento, gestita da un apposito Centro di Ascolto interno. Qui, i potenziali ospiti e le loro famiglie ricevono informazioni, sostegno e vengono aiutati a valutare il percorso più adatto.
Negli anni, la comunità di Cozzo ha saputo adattarsi alle nuove sfide poste dall’evoluzione delle dipendenze, puntando sulla formazione continua degli operatori e sull’innovazione dei programmi. “Il nostro lavoro è fatto di piccoli passi, di conquiste quotidiane – conclude la responsabile – ma ogni storia di rinascita che vediamo è la conferma che investire nella persona è sempre la scelta giusta”.
In un territorio spesso segnato dall’emarginazione e dalla solitudine, la presenza di Dianova a Cozzo rappresenta una speranza concreta di cambiamento e reinserimento per chi ha deciso di riprendere in mano la propria vita.

